La Campana


Lo so che mi senti
ormai
anche se non risponderai sempre
ad un richiamo vago e colpevole
soggetto al variare del clima
agli sbalzi di un volere mutevole.
Lo so il tuo potere
mistico
sulla lama della ragione affilata:
una vibrazione, chissà come
salta le falle della comunicazione.
Il mio destino che sembra
nel tuo linguaggio rinchiuso
sotto una campana di vetro fragile
trattiene questo calore
fin d’allora -

imperversando la logica
sulla nostra mente diversa
mi scalda le ossa il suo livore;
qui dentro, in fondo, si sta bene.
Come una pianta è il nostro amore
scrivesti una volta, in comodo ritardo -
e le radici trattengono il sasso
che tu sei, che io sono.
Forse lo fanno, pensai
con un ostinato dolore.
Con l’arrogante ferocia
di un artiglio sul cuore.

La campana


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