Notte
Sono
rimasta a lungo in piedi
fino a
tardi
da portare
con me la notte
ovunque
vada.
Lei domina
e lei parla
tenendomi sveglia
o a
precipitare dal margine.
E se mi
guardo dentro, solo notte
e
nient’altro che profondità nera e stridente
ed un
lucore che emana dalle cose
di un
taciturno presente
e il blu è
dolce.
Se mi vedo
dentro
e non
comprendo
poiché è
notte, è la sensata spiegazione.
E la
conduco di giorno attraverso le ore
come un
veicolo di sonno, nei miei occhi pesanti;
e nei miei
riflessi riposa in pace
così bene,
come io non saprei fare.
Ma è
sempre uno scambio, la nostra unione:
il suo
grembo ancora tutta mi racchiude
ché per
lei non sarò mai cresciuta abbastanza.
Dentro, il
silenzio è ispirazione
ed il
principio è acqua d’inchiostro, lontana dal senno
una fonte
di gioia.
Notte

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